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L’autoritratto al tempo del coronavirus

– CALL FOR ENTRY – 

DEAD LINE 6 GIUGNO 2020 

Il Centro Sperimentale di Fotografia – Adams (C.S.F. Adams) e Kromart Gallery bandiscono una call for entry per fotografi italiani e internazionali che vogliano mostrare il loro lavoro fotografico in occasione della mostra collettiva L’autoritratto che avrà luogo dal 26 giugno 2020 al 10 luglio 2020 presso la sede espositiva di Via Biagio Pallai 12.

L’autoritratto è qualcosa di assai diverso dall’essere il ritratto di sé stessi, poiché, alla capacità introspettiva, esso richiede il coraggio di guardarsi dentro in quella che è stata definita una “protratta e impietosa inchiesta condotta fin negli strati più riposti del proprio essere.” Poiché attraverso l’autoritratto si attua un processo non solo cognitivo, ma anche emozionale e relazionale del tutto inedito indotto dallo sdoppiamento tra la parte che osserva e quella osservata, e dalla coincidenza tra l’io soggetto-spettatore e l’io soggetto-rappresentato. L’autoritratto diventa il testamento simbolico per i posteri e si manifesta come desiderio di consegnare la propria immagine all’eternità: immortalarsi per rendersi immortali. Forse per questa complessità di significati, l’autoritratto è una stimolante sfida che l’uomo ha sempre raccolto nella sua storia. L’autoritratto si configura come un racconto autobiografico, una confessione, una interrogazione, un gioco speculare in cui si prende coscienza della dimensione fisiognomica del proprio io e di una immagine corporea non sempre coincidente con quella mentale, un’occasione per evidenziare la fragilità del concetto del sé rispetto ai correnti meccanismi di identificazione. Diviene così una esplorazione del privato e dei sentimenti attraverso la corporeità, e in tempi di Coronavirus…

Gabriele Agostini

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Self-portrait is something very different from being the portrait of oneself, because, in addition to introspective capabilities, it requires the courage of looking deep inside in that which has been described as “prolonged and merciless enquire, carried out as far as the most hidden stratifications of one’s own being”. Through self-portrait a process not just cognitive is taking place, but also an emotional and relational, absolutely original one, which is given by the doubling of the watching and being – watched component, by the coincidence between the spectator- subject I(d) and the represented-subject I(d). Self-portraits becomes the symbolic testament for posterity and displays itself as the desire of delivering one own image to eternity: immortalize oneself in order to make oneself immortal. This complexity of meanings might be the reason why self-portrait is a stimulating challenge that mankind has always picked throughout history. Self-portraits shapes up to be as an autobiographical narration, a confession, an interrogation, a mirroring game in which one can become aware of the physiognomic dimension of one own self and of a body image not always coincident with the mental one, an occasion for underlining the fragility of the concept of self in relation to the present mechanisms of identification. It becomes therefore an exploration of privacy and feelings through corporality, and in the Time of Coronavirus

Gabriele Agostini

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dead line June 6th 2020

 

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